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Alimondo Ciampi

1925–1931: monumenti, premi e grandi esposizioni

Tra il 1925 e il 1931 Alimondo Ciampi raggiunge la piena maturità artistica. Sono gli anni dei monumenti pubblici, delle grandi esposizioni personali, dei premi ufficiali e del consolidamento della sua fama nel panorama artistico italiano.

I monumenti ai Caduti

Nel 1925 Ciampi si aggiudica il concorso per il monumento ai Caduti della Rufina con una composizione dedicata al “Transito dell’Eroe in grembo alla Vittoria alata”. La figura della Vittoria prende le sembianze della figlia Gemma.

L’opera viene scelta dalla commissione per la qualità del gruppo scultoreo e per l’armonia tra architettura e scultura, in rapporto con il contesto urbano nel quale il monumento sarebbe stato collocato.

Nello stesso anno Ciampi vince anche il concorso per il monumento ai Caduti di Casellina e Torri, a Scandicci. Qui sostituisce il tradizionale soldato morente con una figura eroica e vigorosa, armata di lancia e scudo.

Nei monumenti pubblici Ciampi evita ogni retorica eccessiva: la figura eroica mantiene sempre una forte dignità umana e plastica.

Arte e indipendenza

Pur lavorando negli anni del regime fascista, Ciampi rimane sostanzialmente estraneo all’ambiente politico. Le testimonianze lo descrivono come patriota e vicino alla monarchia, ma non iscritto al partito.

Anche per questo motivo la sua produzione resta lontana dalla retorica celebrativa del fascismo. Le sue committenze provengono soprattutto dalla borghesia colta e dall’ambiente del Circolo Borghese fiorentino.

Le esposizioni del 1925

Il 1925 è anche un anno di intensa attività espositiva. Alla Promotrice di Torino presenta i bronzi Prime luci e Primo peccato, insieme al marmo Giovinezza.

A Firenze, alla Mostra di Primavera, espone il bronzo Latte e sangue!, opera che continua a rappresentare uno dei nuclei più significativi della sua ricerca artistica.

La Medaglia d’Oro del 1926

Nel 1926 Ciampi torna alla Promotrice di Torino con i bronzi Giotto, Vergognosa e Graziella.

Proprio con Graziella ottiene il primo premio Medaglia d’Oro per la scultura alla Seconda Mostra di Belle Arti della Città di Chioggia. L’opera viene acquistata dalla contessa Giuseppina Vianelli.

In Graziella la sensibilità del modellato si unisce a una raffinata idealizzazione del volto femminile.

Il 1927 e Palazzo Pitti

Nel gennaio del 1927 Ciampi viene avanzato al ruolo di Accademico Corrispondente dell’Accademia delle Arti del Disegno.

Nella primavera partecipa alla grande Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti, presentando sette opere tra cui il marmo Preghiera della sera, il Ritratto del musicista Benvenuti e Il bacio, conosciuto anche come Le amiche.

Quest’ultima opera viene particolarmente apprezzata per l’equilibrio della composizione e per la solidità del modellato, privo di artifici decorativi.

Le grandi personali del 1928

Il 1928 rappresenta uno dei momenti più importanti della carriera di Ciampi. Tra febbraio e marzo espone quaranta opere insieme al pittore Ruggero Focardi alla Galleria Cavalensi & Botti di Firenze.

La mostra riassume gran parte della sua attività: marmi, bronzi, gessi e terrecotte testimoniano un percorso ormai pienamente maturo.

La presentazione in catalogo è affidata a Llewelyn Lloyd, che sottolinea la sensibilità con cui Ciampi modella volti di bambini, figure femminili e nudi.

“I contorni dei suoi nudi e delle sue testine di bambini si seguono con lo stesso amore con cui l’artista accarezzò quelle linee.”

Nel marzo dello stesso anno il suo ruolo all’Accademia del Disegno viene ulteriormente elevato ad Accademico Residente.

Pochi mesi dopo espone ventinove opere alla prestigiosa Galleria Pesaro di Milano, ancora insieme a Focardi e Giulio Cesare Vinzio.

Le recensioni della critica evidenziano la forza espressiva e la semplicità della sua scultura, capace di coniugare sentimento popolare e ricerca formale.

Montecatini e il Premio Perpetuo

Nel 1930 Ciampi partecipa alla LXXXII Esposizione della Società di Belle Arti di Firenze a Montecatini.

Nello stesso anno viene proposto da numerosi artisti italiani come membro della giuria per la Prima Quadriennale Romana.

Il 26 novembre riceve a Parma il “Premio Artistico Perpetuo” per La via perduta, opera premiata per la sintesi robusta del modellato, la semplicità compositiva e la forte intensità sentimentale.

La mostra di Anversa e il 1931

Nel gennaio 1931 espone venticinque opere alla collettiva d’Arte Italiana organizzata alla Galleria Zaal Oor di Anversa insieme ai pittori Cipriano Mannucci e Guido Bartoli.

La critica straniera sottolinea la grazia classica della sua scultura e la capacità di rinnovare la tradizione italiana con una sensibilità moderna.

Nell’estate dello stesso anno partecipa come giurato all’84ª Esposizione Sociale della Società delle Belle Arti di Firenze a Montecatini Terme.

Espone opere dedicate all’infanzia, come Bambino con arancia e Bambino che piange, insieme ai ritratti La madre del pescatore e Attesa.

Con il busto in marmo Sogni ottiene il primo premio: la “Grande Medaglia delle LL. MM. il Re e la Regina”.

All’inizio degli anni Trenta Alimondo Ciampi è ormai riconosciuto come uno dei principali interpreti della scultura figurativa toscana del Novecento.
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