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Alimondo Ciampi

1915–1924: guerra, maturità e riconoscimenti

Il decennio 1915–1924 attraversa gli anni della guerra e della ripresa civile, fino alla piena maturazione artistica di Alimondo Ciampi. Dopo l’interruzione dovuta al servizio militare, lo scultore torna progressivamente all’attività espositiva, affermandosi con opere di grande intensità e ricevendo importanti riconoscimenti in Italia e all’estero.

La guerra e l’interruzione dell’attività

Nel 1915, a trentanove anni, Ciampi viene chiamato alle armi nel corpo della Sanità Militare. L’attività artistica subisce quindi una forte interruzione, anche se non mancano alcuni lavori sporadici.

Nel 1916 realizza il ritratto in bronzo di Adele Salvini Baldini per la tomba nel cimitero di Soffiano. L’anno seguente, nell’ambito delle iniziative dedicate agli artisti in guerra, partecipa alla Mostra del Soldato, allestita a Firenze in Palazzo Davanzati.

Alla Mostra del Soldato del 1917 Ciampi invia venti opere: tra queste figura Formica, destinata a entrare nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il ritorno alla scultura

Nel 1918, durante una licenza o comunque in un momento di ripresa del lavoro, Ciampi esegue il ritratto in marmo di un bambino conosciuto familiarmente come Ciancino. Nello stesso periodo realizza anche una statua grande al vero della figlia Gemma, purtroppo distrutta durante gli eventi bellici del 1944.

Il 1919 segna il ritorno più stabile all’attività espositiva. Partecipa alle manifestazioni della Società di Belle Arti di Firenze e presenta opere come L’Addio, Ofelia e Formica.

In questi anni si sviluppa anche l’attività di committenza funeraria, con opere per la tomba di Rosita Grossi e per quella del tenente aviatore Gastone Fracassini al Cimitero Monumentale delle Porte Sante di Firenze.

La ripresa del 1920

Con la fine della guerra e la ripresa della vita civile, anche le iniziative artistiche ritrovano slancio. Nel 1920 Ciampi partecipa alla XII Biennale di Venezia con il ritratto in marmo del figlio Giotto, esposto nella Sala Italiana.

Il ritorno al lavoro coincide con una fase creativa particolarmente felice. Nasce in questi anni il gruppo de La via perduta, conosciuto anche come Sperduti, formato da due bambini ritratti al naturale, stanchi e smarriti dopo aver perduto la strada di casa.

La via perduta è una delle opere più significative della maturità di Ciampi: unisce precisione formale, sentimento e intensa partecipazione umana.

Ritratti femminili e idealizzazione

Sempre nel 1920 si apre una stagione importante per la ritrattistica femminile. L’opera Graziella inaugura un nuovo momento, nel quale l’espressività del volto non si limita alla somiglianza fisionomica, ma tende a una forma più idealizzata e intensa.

Nello stesso periodo Ciampi realizza anche il medaglione in bronzo del professor Orazio Bacci per la facciata del Palazzo Checcucci a Castelfiorentino, sede della Biblioteca Vallesiana.

Il 1921: esposizioni e onorificenze

Nel 1921 Ciampi partecipa alla Prima Biennale Romana con cinque opere: Un filosofo, Ofelia, Abbandonata, Madre e Figlio e Nudino. Nello stesso anno è presente anche alla Prima Esposizione Biennale d’Arte della Città di Napoli.

Realizza inoltre opere come Verso la madre, Giovinezza e Primo peccato, confermando la sua capacità di coniugare accuratezza formale ed espressività psicologica.

Il 10 giugno 1921 riceve, per decreto di Vittorio Emanuele III, il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

Venezia e Lima: il 1922

Nel 1922 Ciampi viene eletto, insieme al pittore Llewelyn Lloyd, tra i giurati regionali per l’accettazione delle opere degli artisti toscani alla XIII Esposizione Internazionale di Venezia.

Alla Biennale partecipa con i bronzi La via perduta e Primo peccato. Nello stesso anno il marmo di Graziella entra nella donazione destinata alla nascente Galleria Nazionale Italiana d’Arte Moderna di Lima, offerta dalla colonia italiana in occasione del centenario dell’indipendenza del Perù.

Il successo internazionale del 1923

Nel 1923 le figure in marmo di Abbandonata e Sperduti vengono inviate alla Prima Esposizione d’Arte Italiana a Buenos Aires. Abbandonata, nudo di fanciulla in atteggiamento raccolto, viene acquistata dal governo argentino.

Nello stesso anno Ciampi è eletto giurato regionale per la Toscana alla Quadriennale di Torino, dove espone il bronzo Primavera. Espone inoltre a Viareggio insieme al pittore Franco Dani.

Appartengono a questo periodo anche importanti commissioni private e funerarie, tra cui i ritratti della famiglia Malhamé, destinati al mausoleo nel cimitero di Beirut, e un San Giovannino per il cimitero urbano di Chiavari.

Il 1924 e la Biennale di Venezia

Il 1924 è dominato dalla partecipazione alla XIV Biennale di Venezia come artista invitato. Ciampi presenta i bronzi Famiglia di conigli e Piccola bagnante.

Nello stesso anno espone diciotto sculture alla Bottega d’Arte di Livorno, in una collettiva con Francesco Gioli, Umberto Prencipe e Luigi Surdi, presentata da Llewelyn Lloyd. Partecipa inoltre a mostre a Montecatini e a Monza, dove espone il ritratto femminile di Elsa Bonavia.

Il Premio Dupré

Nell’ottobre 1924 Ciampi vince il Premio Dupré con Il nido, figura di giovinetta nuda che sorregge un nido di uccellini. L’opera viene premiata per l’accuratezza del modellato e per l’attenta osservazione del vero.

Con il Premio Dupré del 1924 si consolida la posizione di Ciampi tra gli scultori più apprezzati della tradizione figurativa italiana del primo Novecento.
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