1907–1914: l’affermazione artistica
Tra il 1907 e il 1914 Alimondo Ciampi raggiunse una prima piena affermazione pubblica. In questi anni partecipò a importanti esposizioni nazionali e internazionali, ricevette riconoscimenti significativi e definì alcuni dei temi centrali della sua scultura: l’infanzia, la maternità, il ritratto e la figura umana colta nella sua intensità emotiva.
Il 1907 e le opere sociali
Nel 1907 l’attenzione di Ciampi al dato anatomico emerge in opere ancora vicine al clima dell’arte sociale. Figure come Il Figlio della Gleba , Minatore Stanco e Ciacco mostrano corpi segnati dalla fatica, dallo sforzo e dall’estenuazione.
Alla LX Esposizione di Belle Arti della Società delle Belle Arti presenta il bronzo Sirena, il gesso grande al vero Narciso e Latte e Sangue!, una delle sue opere più importanti.
L’Autoritratto del 1908
Nel 1908 Ciampi espone In riva al mare alla Società delle Belle Arti e presenta Senza latte, titolo alternativo di Latte e Sangue!, alla Esposizione Internazionale degli Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma.
Nello stesso anno invia alla Quadriennale della Promotrice di Belle Arti di Torino il busto in terracotta L’erede. Ma l’opera più significativa del periodo è l’Autoritratto modellato con sintesi plastica e superfici larghe, dove affiorano memorie arcaiche, dalla scultura egizia a quella etrusca, fino alla tradizione quattrocentesca toscana.
Domenico Trentacoste riconobbe in quell’opera il segno di un autentico talento, incoraggiando Ciampi a proseguire il proprio percorso artistico.
Venezia 1909: il primo grande riconoscimento
Nel 1909 l’Autoritratto viene accettato alla VIII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. L’opera, esposta nella Sala Internazionale, ottiene una recensione molto favorevole da Ettore Cozzani, che la considera una delle migliori sculture della mostra.
Nello stesso anno Ciampi partecipa anche alla mostra annuale della Società delle Belle Arti di Firenze, dove con Gemmina vince il premio di scultura della Camera di Commercio e Arti.
Il tema dell’infanzia
Nel 1910 Ciampi presenta a Roma Testina di bimbo e La buona novella. Modella inoltre il Ritratto della moglie, confermando la sua attenzione per la dimensione familiare e per il ritratto intimo.
L’infanzia diventa uno dei nuclei più riconoscibili della sua produzione. Ciampi osserva il bambino non come semplice soggetto grazioso, ma come figura viva, capace di esprimere fragilità, stupore, dolore e grazia.
Il 1911 e l’Esposizione Internazionale di Roma
Il 1911 è segnato dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Alla grande Esposizione Internazionale di Roma a Valle Giulia, Ciampi presenta Piedino Ferito, figura in gesso di bambino al vero, colto mentre osserva il piede dolorante.
Nello stesso anno, all’Esposizione Retrospettiva Italiana e Regionale Toscana organizzata a Firenze, presenta il Ritratto della moglie e Introduzione, nudo di fanciullo con violino, premiato con medaglia d’argento. Alla Esposizione Fiorentina di Primavera espone invece Ocarina, opera affine per modello e impostazione.
Lo studio e le opere principali
Una fotografia dello studio, scattata da Barsotti, mostra Ciampi accanto al gesso di Narciso, circondato da molte delle sue opere più importanti: Introduzione, Piedino ferito, l’Autoritratto, Latte e Sangue!, il ritrattino di Giotto e altre figure.
L’immagine restituisce un momento di intensa attività creativa, nel quale lo scultore ha ormai costruito un proprio universo figurativo, fondato sulla centralità del corpo, dell’infanzia e dell’emozione umana.
Committenze e ambiente culturale
I riconoscimenti ottenuti favoriscono anche lavori di committenza, come il busto in bronzo di Carlo Baldini per la tomba nel cimitero di Soffiano.
In questi anni Ciampi frequenta caffè artistici e letterari, entrando in contatto con artisti e scrittori dell’ambiente fiorentino e con personalità come Umberto Saba, oltre al mondo letterario legato a Svevo e Joyce.
Il successo del 1912
Nel 1912 le sue opere sono ormai riconosciute per la qualità del modellato. Alla Primaverile di Belle Arti di Firenze presenta il gesso di Piedino Ferito, proposto in catalogo con quotazioni molto elevate per le traduzioni in marmo e in bronzo.
Nello stesso anno espone a Milano, alla Nazionale di Belle Arti di Brera, il gesso Formica, figura al naturale della figlia Gemma intenta a ricamare. L’opera suscita notevole interesse per la sintesi plastica e la versione in bronzo verrà acquistata dal Re.
Il prestigio raggiunto porta Ciampi a essere considerato dai colleghi artista serio, sincero e affidabile. Sarà chiamato a far parte di importanti giurie artistiche, dalla Società delle Belle Arti di Firenze alla Biennale di Venezia.
La Secessione romana e le esposizioni del 1913
Nel 1913 Ciampi partecipa alla Prima Esposizione Internazionale Secessione, allestita a Roma nel Palazzo delle Esposizioni. Viene ammesso con il marmo Frammento, collocato nella Sala Internazionale accanto a opere di altri scultori contemporanei.
Nello stesso periodo è presente alla Società di Belle Arti di Firenze con la prima redazione in bronzo di Ofelia. Sempre nel 1913 realizza due medaglie d’oro per il settantesimo anniversario della fondazione della Società delle Belle Arti di Firenze.
Il 1914: Venezia, Roma e l’Accademia
Nel 1914 Ciampi espone alla Società delle Belle Arti di Firenze tre opere in terracotta: Testina di bimbo, Gioie materne e Il peccato. Compare inoltre tra i candidati per la giuria di accettazione della XI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.
Alla Biennale viene ammesso con il marmo Madre!, variante di Latte e Sangue!, rielaborata nel trattamento della base e dei capelli. A Roma partecipa alla Seconda Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione con un Ritratto.
Sempre nel 1914 espone a Brera Preghiera, nudo di fanciullo inginocchiato a braccia alzate, opera che sarà poi ripresa in diverse versioni monumentali e funerarie.