Vita e opere di Alimondo Ciampi
Alimondo Ciampi, scultore, nacque a San Mauro a Signa nel 1876. La sua vicenda umana e artistica ricorda quelle raccontate da Giorgio Vasari: figlio di una famiglia contadina, manifestò fin dall’infanzia una profonda vocazione per la scultura. Da ragazzo serviva messa nella chiesa di San Mauro e rimaneva affascinato dalle opere dei Buglioni, in particolare dalle sculture collocate accanto all’altare. Questo trasporto colpì persino il sacerdote, che pensò a una possibile vocazione religiosa.
Il destino che sembrava attenderlo, tuttavia, era quello della tradizione familiare: coltivare ortaggi nella fertile pianura di Signa e trasportarli a Firenze per venderli al mercato. Era un lavoro duro, affrontato quotidianamente a piedi, sotto il sole o la pioggia, insieme ad altri contadini.
La svolta avvenne quando venne a sapere che il laboratorio Fiaschi, specializzato nella produzione di figure in alabastro, cercava un apprendista. Ciampi si presentò e fu assunto. Entrò così in contatto diretto con il mondo della scultura e con le tecniche artigianali della lavorazione artistica. Dotato di grande talento e determinazione, passò rapidamente dal ruolo di sbozzatore a quello di rifinitore e ideatore, ottenendo anche importanti guadagni.
Nonostante il successo professionale, Ciampi sentiva sempre più forte il richiamo della scultura d’arte. La domenica frequentava gli Uffizi, il Bargello e l’Accademia, studiando la tradizione classica e rinascimentale e osservando le opere dei grandi maestri toscani. Entrò inoltre in contatto con alcuni protagonisti della scultura del tempo, tra cui Augusto Rivalta, Domenico Trentacoste e Pasquale Romanelli.